martedì 16 aprile 2019

L' angelo di vetro

 L'anno scorso è stato un periodo no. Aspettavo ardentemente che finisse. Solo la lettura riusciva a darmi un pò di conforto.
Sotto Natale, durante uno dei miei soliti giri in libreria, la signorina mi consiglia "L' angelo di vetro" di Corina Bomann. 
«Sicura che vada bene per me?»
«Tranquilla, è leggero e tira su il morale. È una natalizia.»
Prendendolo in mano, non l'ho più ascoltata. Ho detto Ok, tu vieni via con me. 
L' ho iniziato un paio di settimane dopo e già dalle prime righe si è dimostrato un delicato viaggio nei sentimenti delle persone.
«Il vetro è come l'amore» disse mio padre aprendo la porta del suo laboratorio. «Può anche durare decenni e poi andare in frantumi da un momento all'altro. Va trattato con cura, se non vuoi incrinarlo. Ma se ci riesci, la felicità che ne trarrai sarà eterna.» (p. 5)

Il padre muore prematuramente, lasciando Anna, Elizabeth e la moglie in profonde ristrettezze economiche. Anna, per curare la madre e mandare a scuola Elizabeth, si fa assumere nel laboratorio di un amico del padre, mastro Philipps. Wenzel, il figlio, chiede a Anna di sposarlo, ma lei rifiuta. Gli vuole molto bene, ma non al punto di diventare sua moglie.
Piccato dal rifiuto, Wenzel la evita. Una notte, però, Anna riceve una lettera dalla regina Vittoria di Inghilterra. Sua maestà vorrebbe compare gli angioletti che Anna ha prodotto a tempo perso nella vetreria del suo capo. Voci a corte affermano che siano i migliori sul mercato.
Il messaggero si incarica di scortare Anna fino a corte...

Un percorso che aiuterà Anna a staccarsi dal passato, conquistando più fiducia in se stessa e nelle proprie abilità.  Di ritorno a casa ammetterà con se stessa «Niente era cambiato... tranne me, forse.»

Linguaggio semplice, frasi brevi e molto evocative rendono la lettura accattivante.
Alcune descrizioni danno proprio l'impressione di essere nel campo della vetreria:

«Gli occhi di mio padre erano vivaci e luminosi, come il riverbero di un raggio di sole su un vetro azzurro.»

«Ah ecco, la ragazza di vetro»

«Brucia come un forno»

«Il modo in cui mi guardava negli occhi mi fece sciogliere come cera al fuoco.»

Anna trova il coraggio di buttare tutto all'aria per inseguire i suoi sogni. È vero che la vita a volte é dura e spacca il cuore, ma può riservare anche sorprese da cogliere al volo saltando nel vuoto.

Buona lettura!

giovedì 11 aprile 2019

W il bagnetto

Anna è sempre stata amante dell'acqua, ci sguazza come un pesciolino.
In più adora i gatti, avendoli attorno da sempre. Ho unito allora le due cose ed ecco un accappatoio gattoso che ha sempre ciucciato con piacere finchè la asciugavo. Ormai, però, non le va più bene...




Un gatto rosso che richiama molto il nostro Romeo, capo tribù.












giovedì 4 aprile 2019

Lo zen e l'arte del punto croce

Ricamare è come scrivere, il filo che si dipana assomiglia al filo grafico della penna, mentre la tela richiama il foglio di carta dove lasciamo la traccia.


Il punto croce è un'arte molto antica, pare che già nell'858 siano stati ritrovati reperti in Asia Centrale. La sua vera origine risale al Medioevo con l'influenza dell'arte bizantina.
In Europa - tra il X e il XIII secolo -  veniva praticato dalle castellane mentre aspettavano che i loro uomini tornassero dalle guerre sante.
I disegni, per lo più copiati dai tappeti portati dai crociati dall'Oriente, erano fatti su tela di lino e ricamati con fili di seta o lana più o meno del colore dello stesso tessuto.

Ho iniziato a ricamare a 19 anni. Mia mamma spingeva sempre perchè imparassi, ma non ne volevo sapere. Mi sembrava una cavolata.

Quanto mi sbagliavo!!!

In realtà, coinvolge la matematica, la geometria e la logica: bisogna contare i quadretti e riportarli esattamente sulla stoffa, altrimenti il disegno non ci sta; elencare i colori necessari in modo da non trovarsi sprovvisti nel bel mezzo del lavoro e capire se si può ingrandire o rimpicciolire un'immagine.

É un buon modo per rilassarsi perchè aiuta a spegnere il cervello. Inoltre, la grande varietà di colori ormai a disposizione può essere paragonata alla cromoterapia. Vivaci e brillanti, rallegrano qualsiasi ambiente della casa.

Mia figlia a volte mi prende in giro, ma quando vede un disegno che le piace mi chiede "Mamma me lo fai?"








Tornare bambini

Devo ammetterlo. Prima di arrivare all'asilo con Anna ,avevo poca fiducia nelle mie capacità.
Ero caduta in un baratro da cui faticavo ad uscire.

Partecipando alle riunioni di classe e accettando l'incarico di rappresentante, mi sono dovuta mettere in gioco nelle attività più disparate. Ho intrapreso un viaggio alla riscoperta dei miei talenti.

Dopo anni che non mi mascheravo più, sono passata dall'aborigena con un osso in testa alla coccinella che porta fortuna. La soddisfazione più grande è stata entrare in cartoleria con la mente annebbiata e uscirne col caschetto e la voglia di farmi un vestito da sola.

Il tempo, però, era poco. Una spedizione da H&M è stata provvidenziale: un vestito rosso e del pannolenci...

Che soddisfazione preparare le pallette assieme ad Anna e poi cucirle tutte io a mano.



Agatha: nuova missione

 


Come accennato, il 2 aprile è uscito il numero 28 di Agatha Mistery: Il vichingo scomparso.

Questa volta la giovane detective seguirà le tracce di Eick il rosso e di Leif Erikson. Dovrà inoltre indagare sulla misteriosa sparizione dei vichinghi nella Terra Verde.

Buona lettura!