venerdì 22 marzo 2019

Leggere, il sale della vita. Agatha Mistery: un giallo per bambini, ma anche no


2015. Mio papà arriva a casa col giornale e un libro “Agatha Mistery. L’enigma del faraone”. Il primo volume di una serie settimanale.




Amo l’Egitto, ma preferisco non leggerlo perché è sempre stato difficile completare le poche raccolte iniziate. 

Tuttavia, in una casa di maniaci lettori il volume non viene scartato e, nel 2017 mia mamma, avendo esaurito le sue scorte, lo prende in mano. «Ė bello, ti prende. Leggilo!» mi dice, e prende alla rinfusa i pochi numeri che ormai trova in giro.

Ci penso un po’… Se poi mi prende e mi mancano dei pezzi? Passo dal primo al quinto? Proprio no. 

Comincio così a cercarli tutti, di modo che almeno i primi siano tutti a mia disposizione. 

Ecco che la mia “caccia al tesoro” mi porta a seguire questa intraprendente ragazzina di dodici anni, aspirante giallista, in giro per il mondo a risolvere intricati misteri. 

Sarò onesta, ho iniziato ora a leggere il primo volume, in quanto per il momento sono riuscita a recuperare i volumi dall’uno al quattro, oltre agli altri.






Il consiglio di mia mamma, comunque, era azzeccato!

Già l’inizio è accattivante: un ragazzino, Larry Mistery, che vive da solo e già smanetta con la tecnologia, pur possedendo 7 computer e un cellulare, invia un messaggio alla cugina tramite un piccione viaggiatore per paura che qualcuno possa intercettarlo. Agatha è a casa da sola col maggiordomo; i genitori le fanno recapitare dalle Ande un pacco contenente un regalo per il suo dodicesimo compleanno, una “specie di zucca verde irta di spine” (pag. 24), altrimenti detto cactus, che contiene una tossina paralizzante…

Un buon uso delle parole, frasi corte e leggere attirano e trattengono l’attenzione dall’inizio alla fine del capitolo. In particolare, mi ha preso molto la descrizione della casa di Agatha. Mi sembrava di esserci dentro. “Attraversando a volo d’uccello la periferia londinese, il pallido grigiore delle palazzine veniva interrotto da un’improvvisa macchia verde: più di un ettaro di prati in fiore, placide fontane, stagni di ninfee, orti botanici e tranquilli vialetti alberati. In mezzo al parco sorgeva una vecchia magione vittoriana dal tetto blu, la Mistery House, l’abitazione della dodicenne Agatha e dei suoi genitori. Agatha passeggiava in pantofole e vestaglia schivando i getti rotanti del sistema di irrigazione. Il profumo dell’erba appena tagliata le solleticava piacevolmente il naso”.

La disposizione dei termini, il loro suono, mi hanno fatto davvero sentire lo scroscio dell’acqua o odorare l’intenso profumo dell’erba asciugata dal sole.

Sto ancora cercando di completare la raccolta, ormai mi mancano tredici volumi. Ci vorrà ancora un po’ perché li trovo a singhiozzo.

In libreria e nei supermercati sono tenuti disordinatamente, così mi sono fatta una “lista della spesa” per non rischiare di prenderli doppi.  E, mancando un elenco ufficiale che indichi le tutte le uscite effettive, ho pensato di crearne uno io.

1. L’enigma del faraone

2. La perla del Bengala

3. La spada del re di Scozia

4. Furto alle cascate del Niagara

5. Omicidio sulla Tour Eiffel

6. Il tesoro delle Bermuda

7. La corona del Doge

8. Missione safari

9. Intrigo a Hollywood

10. Crociera con delitto

11. Il ritratto senza nome

12. Indagine a Granada

13. Sfida sulla Transiberiana

14. Caccia al tesoro a New York

15. Il segreto di Dracula

16. Destinazione Samarcanda 

17. Operazione giungla

18. Complotto a Lisbona

19. Sulle tracce del diamante

20. Trappola a Pechino

21. Rapina sul Mississippi

22. Doppio inganno a Oxford

23. Il codice dei ladri

24. Vendetta sul monte Fuji

25. Imprevisto a Barcellona

26. Pericolo ai tropici

27. Crimine a Vienna

28. Il vichingo scomparso

A questi si aggiungono cinque speciali:

quattro natalizi

1. Festa in giallo a Mistery House

2. Giro del mondo in cinque misteri

3. Paura al Mistery Hotel

4. Assassinio a Londra

E per ora uno estivo:

L’isola fantasma


Girovagando in internet per ottenere un elenco esaustivo, senza saperlo, mi sono imbattuta proprio nell’autore, Sir Steve Stevenson alias Mario Pasqualotto.

Oltre ad indicarmi la lista corretta, ha accettato di rispondere ad alcune domande.

Quando e come hai iniziato a scrivere?
Da bambino, leggere e raccontare era la mia passione. Alla fine degli anni Ottanta già mi occupavo di fumetti su riviste amatoriali, poi il salto professionale nel settore dei giochi di ruolo e da tavolo, che mi ha tenuto impegnato per oltre 10 anni. 
L'occasione di scrivere romanzi per ragazzi è arrivata sui 35 anni, mi sono preso un anno per studiare tutto il settore e mi sono lanciato su “La scuola dei pirati”. Ormai l'editoria è al centro della mia vita, come scrittore e progettista, ma, a ben pensarci, lo è sempre stata.


Come è nata Agatha? Sapevi già che sarebbe stata una serie?
Agatha è un caso fortunato: di regola per partire con una serie ci vuole una messa a fuoco progressiva.
In Agatha funzionava già tutto a partire dal titolo e dalla presentazione in poche righe. Scrissi una mail e mi chiamarono subito in agenzia a Milano.
    

Scrivi a mano la prima stesura o usi già il pc?
Proprio come Agatha, annoto continuamente quello che mi passa per la testa. Ovviamente su quadernetti da quattro soldi che tengo sempre vicino, non su preziosi taccuini.
Poi capita che non li mai guardi più, o che li perda chissà dove. Ne ho decine, forse centinaia. 
Da questo primo filtro ideativo, passo al setaccio e scrivo a computer una stesura organizzata del progetto. La scrittura va condivisa con tanti professionisti, quindi passa per via telematica.
   

Quanto tempo impieghi per scrivere un volume?
Tantissimo, sono lento a scrivere, mi piace la pagina pulita, il testo che scorre. Per questo ho collaboratori fidati che intervengono in varie fasi della lavorazione.
In generale, è difficile stare sotto ai tre-quattro mesi a volume. 
Siccome lavoro contemporaneamente su più fronti, con almeno un anno di anticipo sull'uscita in libreria, appena finisco un libro passo al successivo, e al successivo, e al successivo... 
   

Scrivi di getto o preferisci preparare prima una scaletta?
Di getto solo le idee, anche alla rinfusa.
Per un libro è necessario sapere dove vai a sbattere, soprattutto nei gialli.
Non si improvvisa nulla a livello di trama: ogni cosa è scalettata e controllata dalle figure coinvolte professionalmente nell'opera, dai collaboratori dei testi, dagli editor dell'agenzia e dalle casa editrice. Il tutto sotto la supervisione del publishing manager. Sembra complicato, ma in realtà è organizzazione. 


Essendo una serie, come eviti di confonderti tra un libro e l’altro? 
Ti viene mai la paura di ripeterti o di diventare banale?
Nelle serie, paradossalmente, ci sono formule che vanno ripetute per creare un senso di famigliarità nel lettore. 
C'è un format da rispettare, una scansione in capitoli con un preciso numero di caratteri dentro cui muoversi. E' un grosso aiuto per la stesura, perché permette di conservare lo spirito dei personaggi e un ritmo incalzante.
In ogni episodio vengono preparati degli “ingredienti” sempre diversi per ottenere il miglior risultato possibile: si fa una ricerca molto dettagliata, che verrà percepita solo in minima parte.
   
Come riesci conciliare il “mestiere” di papà con quello di scrittore? (Domanda da mamma che si arrabatta per tenere testa a tutti gli impegni che si prende e amerebbe tanto scrivere)
Meno tempo hai, meglio devi organizzarti. Mi sveglio prestissimo, cerco di rimanere concentrato per almeno 6 ore di fila, poi pranzo e riposo.
Se ho lavorato bene posso dedicare il pomeriggio e la sera completamente a mio figlio. Altrimenti, sotto consegne, si continua a lavorare fino a tardi. Conviene sbrigarsi!

Mi ha anche anticipato che il prossimo episodio normale, il volume 28, dovrebbe uscire ad aprile. 
Il numero 29 a settembre/ottobre e poi il nuovo speciale di Natale.

Agatha è molto seguita, viaggia a oltre un milione e mezzo di copie in 26 paesi.

Senza saperlo, ho scoperto una stella